Maltempo killer, Ramella: “Responsabilità di tutti, ma normative deliranti”

La tragedia di Livorno, in cui hanno perso la vita otto persone, ha riacceso il dibattito sui rischi provocati dal dissesto idrogeologico. Il ministro dell’ambiente esorta sindaci e Regioni a mettere in sicurezza le aree di competenza. Il presidente della Provincia di Biella: “Maggior parte dei soldi delle opere alle città metropolitane a discapito dei piccoli comuni”

L’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito Livorno lo scorso fine settimana, dove sono morte otto persone, ha posto nuovamente seri interrogativi sulla prevenzione contro il dissesto idrogeologico in tutta Italia. Il ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, ha esortato sindaci e Regioni a mettere in sicurezza le città pulendo tombini e fiumi oltre a spendere bene e presto i soldi che il governo ha messo loro a disposizione. Nel Biellese è stato fatto molto in termini di allerta. Il banco di prova arriva, come sempre, nel periodo autunnale. Difficile fare previsioni meteo a lungo termine, più facile comprendere che la conformazione del territorio è tale che nessuno sia immune da rischi.

“Questo è un tema che va affrontato seriamente, tutti intorno a un tavolo – afferma a Newsbiella il presidente della Provincia, Emanuele Ramella Pralungo – perché tutti noi siamo chiamati a fare un profondo esame di coscienza. La responsabilità è di tutti: dai politici ai privati cittadini, passando per i giornalisti. In questo Paese, tanto per fare un esempio, la maggior parte dei soldi destinati alle opere contro il dissesto idrogeologico sono andate alle città metropolitane, a scapito di comuni e province che ne avrebbero davvero bisogno. Siamo ostaggi di un sistema normativo e burocratico letteralmente delirante. Ammesso e non concesso che io, come sindaco, abbia la possibilità, perché ho i soldi, di fare investimenti per mettere in sicurezza il mio territorio, non lo posso fare. Perché il governo, tra l’altro è il mio, mi dice che non devo alterare gli equilibri di bilancio (ex patto di stabilità, ndr). Il Piemonte dal punto di vista idrogeologico è una regione molto fragile, e noi stiamo ancora aspettando dalla Regione i fondi per l’alluvione del 2014. Anche i privati cittadini, però, devono fare la loro parte: nessuno pulisce più i fossi davanti alla propria casa; stesso discorso vale per il fogliame delle piante private che cade su una strada pubblica e ostruisce i tombini. Per non parlare delle costruzioni abusive…”.

Ramella chiude con la pulizia di torrenti e rii: “Sarebbe di competenza regionale. Ma la Regione non lo fa perché dice di non avere soldi. Perfetto, allora come sindaco dico alla Regione che lo faccio io. Sapete cosa mi sento rispondere? Faccia un progetto con le foto aeree. Siamo messi così”.

Per Secondo Barbero, responsabile del centro funzionale regionale di Arpa Piemonte, “il problema dell’organizzazione per eventi idrogeologici di un certo rilievo è inferiore rispetto ad altri contesti. Periodicamente vengono emesse pianificazioni per le emergenze che riguardano tutti i comuni, alcune realtà sono più sensibili e altre meno. Tutti gli anni viene fatta una sensibilizzazione sulla gestione ordinaria attraverso Prefetture e sindaci – sottolinea a Newsbiella – cosa devono fare i primi cittadini? Guardare il proprio piano di emergenza, sapere quali aree sono a rischio e capire che tipo di aiuto serve attivando persone consapevoli”.

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